“Un grande ideale dà sempre la forza di dominare il proprio corpo, di soffrire la fatica, la fame, il freddo.
Che importano le notti bianche, il lavoro opprimente, gli affanni o la povertà!
L’essenziale è avere in fondo al proprio cuore una greande forza che
rianima e spinge avanti, che rinsalda i nervi, che fa pulsare a forti
battiti il sangue stanco, che infonde negli occhi il fuoco ardente e conquistatore.
Allora più nulla dà sofferenza, il dolore stesso diviene gioia perchè
esso è un mezzo di più per elevare il suo dono, per purificare il suo
sacrificio.”

 

Fra le nobili figure che votarono il proprio essere e la propria esistenza al riscatto del proprio popolo, Léon Degrelle è stato quello che, sfidando il tempo, è rimasto fino all’ultimo a gridare in faccia ai “buffoni democratici” la loro pochezza e la loro falsità. Questo Appello di Degrelle rappresenta una consegna, quella definitiva, del Condottiero del fronte dell’Est e del Capo di Rex. Una sorta di testamento spirituale indirizzato a quella parte delle giovani generazioni europee non ancora sprofondate nel pantano esistenziale contemporaneo.

 

 

Julius Evola ha testimoniato la Tradizione, non come semplice teoria o speculazione, ma prima di tutto essenzialmente come azione e conquista. A differenza di altri, non ci ha trasmesso parole d’ordine, ma una chiara visione del mondo che si traduce nell’osservanza di regole precise e imprescindibili, la cui assunzione permette di riscoprire ed iniziare una nuova vita che si riflette in uno stile e in una forma di qualità superiore. Senza l’osservanza di queste regole non c’è stile e non c’è forma , non si è uomini, ma "esseri subumani", spiritualmente aridi e incapaci di ogni elevazione. L’azione di cui Evola scrive, è innanzitutto "forma-azione", un’azione che si traduce in una crescente tensione interiore che non lascia spazio a compromesso alcuno. In ogni momento della giornata, in qualsiasi luogo, sia esso privato o pubblico, l’uomo che ha assunto i valori della Tradizione come riferimento esistenziale, sa sempre come doversi comportare. In tale modo, lo stile essenziale viene incarnato e si fa azione, per l’appunto "formazione".

 

 

"Le guerre sono vinte da coloro che hanno saputo attrarre dall'alto, dai cieli, le forze misteriose del mondo invisibile e assicurarsi il concorso di queste forze. Queste forze misteriose sono gli spiriti [...] dei nostri antenati [...] Prima di essere un movimento politico [...] il movimento legionario è una scuola spirituale in cui entra un uomo per uscirne un eroe [...] Cercate programmi? [...] Sarebbe meglio cercare uomini [...] - non di programmi si sente il bisogno nel paese, bensì di uomini e di volontà [...] Il nostro movimento legionario rivela essenzialmente il carattere di una grande scuola spirituale. Esso tende a suscitare fedi insospettate, esso mira a trasformare, a rivoluzionare le anime. Gridate ovunque che il male, la miseria, la rovina vengono dall'anima. L'anima è il punto cardinale su cui occorre operare nel momento presente. L'anima dell'individuo e l'anima del popolo".

 

 

Le sei regole del CUIB

1) La legge della disciplina: sii legionario disciplinato, perchè solo in questo modo sarai vittorioso. Segui il tuo capo nella buona e nella cattiva sorte.
2) La legge del lavoro: lavora. Lavora ogni giorno. Lavora con amore. Ricompensa del lavoro ti sia non il guadagno, ma la soddisfazione di aver posto un mattone per la gloria della Legione e per il fiorire della Romania.
3) La legge del silenzio: parla poco. Parla quando occorre. Di' quanto occorre. La tua oratoria è l'oratoria dell'azione. Tu opera, lascia che siano gli altri a parlare.
4) La legge dell'educazione: devi diventare un altro. Un eroe. La tua scuola, compila tutta nel Cuib. Conosci bene la Legione.
5) La legge dell'aiuto reciproco: aiuta il tuo fratello a cui è successa una disgrazia. Non abbandonarlo.
6) La legge dell'onore: percorri soltanto le vie indicate dall'onore. Lotta e non essere mai vile. Lascia agli altri le vie dell'infamia: Piuttosto che vincere per mezzo di un'infamia, meglio cadere lottando sulla strada dell'onore".